IL VERO ALTROVE E' QUI

COME IL CARBONIO

[Photo: @rainsoop]

Forse doveva finire così, con te che non hai più la forza di voltarti per vedere quanto lontano siano le nostre mani e con me che ancora non riesco ad allungare il braccio nella tua direzione perché le cicatrici che ho sulle braccia urlano più di quanto faccia la mia voce.

Vorrei essere leggera e tenace come il carbonio, invece ogni volta che la speranza si spezza, si prende un pezzo di me. Il tempo va avanti, ma il pensiero volge ancora verso te, che assomigli sempre di più a una sagoma senza volto.

Lo sai, sono riflessiva e razionale fino al midollo. Per me l’amore spesso non è un sentimento, ma una promessa da prendere e mantenere. Tu, invece, sei solo cuore e io non ho mai imparato a difendermi. Tengo a te più di quanto le circostanze mi concedano di fare, ma sai bene che non siamo mai stati bravi a far coincidere i nostri momenti.

E allora non posso più chiederti di restare e guardarmi. Ho capito che l’amore che provo non può essere egoista e che alla fine, saperti esistere è tutta la poesia che mi basta immaginare per stare bene.

Se mi cercherai, e spero che tu lo faccia, guardati allo specchio e concentrati sui tuoi occhi. Ho lasciato un pezzo di me, in te, che solo tu puoi riconoscere.

f.

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UNTITLED

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Photo: Lana Prins

Si era detto di non dire, di non fare, di non esagerare. Non sono brava  a trattenermi, non ne sono mai stata in grado, con te. Tu, d’altro canto, sei sempre stato controllato, equilibrato, razionale. Se non pensassi di conoscerti bene, se non fosse per le tue guance rosse, per l’anello che porti al dito e per i tuoi occhi, direi quasi freddo.

Si era detto di non dire, di non fare, di non esagerare. Dovevo sapere che contro di te non vinco mai, che mi basta sentire la tua voce per vedermi sull’orlo di un precipizio pronta a lanciarmi, con la speranza che  poi sotto ci sia tu a salvarmi.

Si era detto di non dire, di non fare, di non esagerare. E invece ho detto, ho fatto, ho esagerato. Una parte di me non sa più dove vorrebbe andare. Sono in un labirinto e ho perso la strada per tornare.

Si era detto di non dire, di non fare, di non esagerare. Non sai così tante cose di me che potremmo parlare per notti intere e finiresti con l’annoiarti. Potrei raccontarti di come io sia diventata severa nelle relazioni con le persone e di come io sia ormai abituata a non voltarmi più indietro quando qualcuno mi ferisce.

Si era detto di non dire, di non fare, di non esagerare. Ti racconterei anche di come tu sia l’eccezione e di come la speranza di trovarti sempre, in un modo o nell’altro, non svanisca.

Si era detto di non dire, di non fare, di non esagerare. Ti ho sempre dato dell’egoista. Forse, però, la vera egoista sono proprio io.

f.

STAY

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Photo: Brighton Galvan

Ho imparato ad andare oltre, a capire. Sono arrivata alla conclusione che per sentirsi meglio è necessario lasciare andare la vita, non incatenarla alla porta di casa per paura che prenda direzioni sbagliate, che tanto qualsiasi strada può essere imboccata se percorsa con le persone giuste al nostro fianco. Parliamo di te, per esempio. Potrei percorrere migliaia di chilometri senza mai stancarmi di averti vicino, e tu sai bene quanto io tenda ad annoiarmi facilmente. Alla fine di tutto, ti prenderei la mano e la appoggerei sul mio petto così che tu possa sentire qual è il tuo posto. Mi avvicinerei al tuo orecchio e ti farei ascoltare il mio respiro affannato calmarsi mentre ti chiedo di stringermi. Ti guarderei, per farti capire che non importa quanto già abbiamo camminato e quante strade ci possano dividere ancora, perché io e te non potremmo mai essere estranei. Ti inviterei a non parlare e ti ricorderei di quando mi hai insegnato che la vita è una e che non ha senso condividerla con qualcun altro che non sia tu. Ti ringrazierei, perché mi hai convinto a puntare alle stelle, ma a vivere delle sensazioni che mi fai provare e che mi scorrono sotto la pelle, sino a raggiungere le ossa. Ti farei tornare alla mente quanto tempo abbiamo speso a cercarci senza mai vederci e quanto poco poi ti sia servito per scaldarmi il cuore. Ti chiederei di chiudere gli occhi e contare fino a dieci, per lasciarmi il tempo di trovare il coraggio di chiederti di restare, stavolta.

Rimani?

f.

NUVOLA

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[Photo: Sabina Tabakovic]

Incontrami. Non solo nei miei pensieri, ma nelle strade di questa città che sono tornata a chiamare casa. Aspettami all’angolo di quella via che tanto mi ricorda del nostro ultimo sguardo e corri verso di me mentre ancora le parole non riescono a trovare spazio. Ricordami di come la tua voce sa scaldarmi il cuore e di come sai farmi sentire tua. Sfiora la mia pelle con le tue mani nude e fammi riconoscere il tuo passato dalle tue dita. Raccontami come sei stato mentre io ero altrove e se ti è mancato ridere insieme a me. Fammi  tornare alla mente quel bacio datomi di fretta davanti a un taxi che avrei voluto non dover prendere e quegli abbracci che non sono più riuscita a staccarmi di dosso.

Rimproverami perché sono schiava delle emozioni, perché creo confusione.

“Le pacche, le carezze, gli abbracci e le balle.
Tutti dicono di andare avanti
e il mio andare avanti è un tornare indietro per ritrovarti.”

Baciami. Domani avremo tutto il tempo per pentirci.

 

f.

PELLE E CUORE

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Intimità. Non penso la si possa instaurare con chi solamente ci tocca o dorme con noi, ma credo che si crei nell’esatto momento in cui decidiamo di arrenderci completamente a qualcuno, semplicemente perché non riusciamo a farne a meno. Intimità è lasciarsi andare e far entrare, anche quando le pareti del cuore si sono talmente contratte da far  quasi male. Le mie erano dure e fredde come il marmo d’inverno, ma non te ne è importato. Sei entrato e te ne sei impadronito. Sei diventato il mio unico e solo amante, l’amico sul quale posso sempre contare quando ho bisogno di una spalla alla quale appoggiarmi, che la vita, si sa, non è facile affrontarla da soli. Mi hai insegnato che è possibile sentirsi invincibili insieme, anche rimanendo con i piedi ben saldi a terra, e come le notti possono passare veloci guardando la persona che amo dormire vicino a me. Hai sfondato il muro che avevo costruito accuratamente in tutti questi anni, non permettendomi di oppormi e facendomi provare sollievo alla caduta di ogni mattone. Sei diventato il sorriso che voglio vedere nei giorni che verranno e che, ti prometto, mi impegnerò a far sì che non si spenga mai.

Se, nel letto, ti capiterà ancora di allungare il braccio per cercarmi,  non temere: mi troverai sempre a due centimetri dalla tua pelle. Dove finisci tu, inizio io.

f.

AMOUR POUR DéVORER

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Un attimo, l’istante di un secondo. Ecco quanto ci si mette a sentire la mancanza di una vita che non è. Senza fiato, i miei polmoni non si aprono e mi lasciano senza fiato. La testa inizia a girare e le immagini si accavallano davanti ai miei occhi, quando la sola cosa che vorrei vedere ora è il tuo volto di fronte al mio. Ti vengo a cercare, ma non riesco a vedere i tuoi capelli mossi dal vento di questa città, che per me, in fondo, è un po’ casa nostra. Ritrovo il tuo sorriso nel riflesso delle vetrine dei palazzi, negli angoli di quelle vie dove mi prendevi e mi baciavi senza lasciarmi respirare, nelle parole delle canzoni che passano alla radio del taxi mentre dal finestrino guardo scendere la sera, una delle tante che passo senza poterti toccare. Non sei forma e non sei sostanza, ma sei essenza che mi consuma.

Se l’amore è fatto per divorare, allora rincorrimi, guardami negli occhi e portami con te.

f.

TIMELESS

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“Qual è la tua storia? – La mia è che sono arrivata prima. – Dove? – Dove abbiamo un posto nella vita di qualcuno, dove siamo imbattibili.”

 

E’ beffarda la vita, a volte. Doveva avvisarmi che saresti arrivato a rivoluzionare il mio futuro, che anche per me amare può essere tanto semplice quanto respirare. Io che ti amo più di quanto gli squali amano il sangue, non sono ancora riuscita a trovare un modo per spiegarti cosa mi scoppia dentro quando mi guardi. Quando ce la farò, ti dirò anche che penso che le tue mani non dovrebbero mai staccarsi dal mio corpo e che le tue labbra non dovrebbero mai smettere di baciarmi. Ti inviterò a entrare, anche solo per un attimo, nella mia testa, in modo che tu possa capire quanto bello sei ai miei occhi e quanto amore sei in grado di ispirarmi. Ti dirò che grazie a te riesco a sentirmi sempre al posto giusto, che sento di avere un angolo di cuore solo per me.

La verità è che spesso la vita ci passa davanti come le città in autostrada, ma a volte tutto rallenta e l’unica cosa che desideri è assaporare ogni secondo del viaggio che stai facendo. E tu, tu mi piaci troppo per perdermi anche un solo secondo di vita.

 

f.

AMARSI

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Photo: Witchoria

Sono scappata

da sentimenti dubbi

e da ricordi certi.

Mi sono allontanata da me stessa,

prediligendo aerei e treni

per dimenticare la sofferenza.

Mi piace pensare

di essermi cercata, amata

e al finale compresa.

Sono tornata

forse più sola di prima,

ma più consapevole di quanto io sia mai stata.

I rimpianti, lo sai, non fanno per me,

preferisco guardare avanti

e attendere il dopo.

Forse non ci siamo più noi,

ma ci sono ancora io

e penso sia proprio quello che importa.

Qui.

Ora.

Sempre.

f.

CIAO PER SEMPRE

Andrew Wilson

Photo: Andrew Wilson

 

Non esiste nessun modo per descrivere certi stati d’animo. Ho imparato a tenerli per me, a non fare uscire le parole e a ingoiarle fino al punto di rischiare di svenire. Sto guardando Madrid vivere dalla finestra del salotto e finalmente realizzo che tutto ha un inizio e una fine, anche il mio amore per lei. Ci sono posti, persone, colori e profumi che mi saranno sempre familiari, che mi ricorderanno di emozioni vissute, sguardi rubati e respiri a pieni polmoni fatti per sentirmi viva. Ci sono ricordi reali e non, alcuni amplificati da situazioni personali, altri enfatizzati per colmare vuoti con cui sto imparando a convivere. Uscendo sul balcone, il vento freddo e secco di questa città mi scombina i capelli, ma mi schiarisce le idee. Oggi penso di aver capito che alcune cose vanno prese semplicemente per quello che sono, senza troppi se e troppi ma. I bisogni cambiano, noi cambiamo e io sto cambiando. La vita è una continua evoluzione, ma mi ha insegnato a capire di cosa ho bisogno e cosa, invece, è superfluo e momentaneo. Stasera D. mi ha chiesto cosa mi abbia spinto a tornare qui e io, per la prima volta, sono riuscita ad essere sincera anche con me stessa. Ci sono capitoli che hanno bisogno di un finale scritto, frasi che hanno bisogno di un punto. Per me, questi sei giorni, sono la conclusione che aspettavo e senza la quale non potevo stare. Ora, finalmente, posso ricominciare da me.

f.

ONE-WAY STREET

 

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Photo: Witchoria

 

Ci sono giorni senza parole, giorni nei quali è necessario percorrere ponti sapendo che dall’altra parte non v’è nessuno, tranne se stessi. Le assi di legno da attraversare scricchiolano e sembrano rompersi ad ogni passo e le corde alle quali aggrapparsi sono deboli, invecchiate e ruvide. Serve coraggio, pazienza e determinazione, ma soprattutto serve fiducia. Stavo riflettendo su quanto è assurda la vita a volte nel presentarci di fronte situazioni apparentemente rivelatrici, per poi toglierci ogni certezza nel giro di un battito d’ali. Come quando compriamo un vestito per poi realizzare solo una volta a casa che forse, a renderlo così bello, erano solo le luci del negozio. La notte ormai non porta più alcun consiglio, ma ci permette solo di riversare le nostre frustrazioni in un buon bicchiere di Chardonnay, fumando quella che doveva essere l’ultima sigaretta già da un po’ di ore, o di giorni. L’importante però è che la mattina, quando ci alziamo e ci guardiamo allo specchio, riusciamo a essere fieri del nostro riflesso, è sapere che siamo finalmente arrivati a quel punto della nostra vita nel quale abbiamo imparato a mettere noi stessi prima di qualsiasi altra persona, è conoscere cosa ci piace e cosa no e riuscire ad accettare che nemmeno noi, con il nostro infinito ego, possiamo controllare i sentimenti altrui, ma che restiamo comunque padroni di decidere se accettare o meno le situazioni che ci si presentano davanti e tutto ciò che comportano. Quello che ho imparato è che le relazioni devono ruotare sempre attorno a un do ut des e che quando qualcosa o qualcuno ha il potere di farti stare bene, non puoi non sentirlo. Ho imparato anche che i fuochi di paglia sono sempre esistiti e che per quanto ci possano far bruciare, non saranno mai quello di cui abbiamo veramente bisogno.

Cosa lo è, allora? Ve lo dirò una volta arrivata alla fine di quel ponte.

 

f.